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Premessa
Accade sempre più spesso che manager e imprenditori si interroghino sulle ragioni delle loro sorti aziendali. Ciò che è andato bene per anni all’improvviso si rivela inadeguato: i costi vanno fuori controllo, l’organizzazione perde efficienza, le risorse umane diventano conflittuali le reti distributive infedeli; gli investimenti di marketing non producono risultati concreti (immagine, visibilità ma…), l’informatica esaspera i vincoli anziché semplificare i processi, la concorrenza spunta da dove non te la aspetti, i clienti smettono di acquistare.

E’ a questo punto che entrano in scena i consulenti. Chi si preoccupa delle strategie, chi delle risorse umane, dell’organizzazione o del marketing, chi delle vendite, dell’informatica o dei processi. Nella scelta del consulente prevale la specializzazione: esperti della GDO, del settore farmaceutico, dell’automotive, di banche o assicurazioni, ecc.

Le aspettative sona elevate ma sempre più spesso manager e imprenditori rimangono con la sensazione che, a parte le laute parcelle, al termine di ogni intervento nulla sia veramente cambiato.

Ci siamo interrogati a lungo su questa fenomenologia e siamo giunti alla conclusione che non dipenda né da una mancanza di professionalità o competenza dei consulenti, né da un approccio passivo e deresponsabilizzato delle imprese (“ho fatto tutto quello che hanno detto loro ma… niente”).

Le ragioni principali sono nell’approccio:
1. il problema aziendale non è mai in un solo luogo: nel marketing, nell’organizzazione, nell’informatica o nella finanza. Come in un’orchestra, se le percussioni sbagliano il ritmo, anche violini e flauti ne rimarranno condizionati. L’impresa è come un organo vivente, un insieme armonico di relazioni sofisticatissime tra ognuna delle sue parti. Oggi più che mai la competizione non consente “stonature”; occorre una “sintonia fine”, “un’armonia risonante” di tutte le parti in gioco, musicisti e strumenti.

2. il cambiamento continuo cui le imprese sono sottoposte richiede innovazione e pensiero laterale. Lo specialista diventa tale perché conosce il settore, sa come è fatto, sa cosa funziona e cosa no. Spesso però diventa prigioniero della sua specializzazione, tende a proporre modelli e formule che hanno funzionato in passato, mentre un’analisi de-specializzata senza pregiudizi o consuetudini di settore può fornire spunti innovativi ed efficaci.

Per garantire questo tipo di approccio avevamo bisogno di un modello universale, razionale, armonico ed emozionale. La musica offre un’architettura teorica potentissima. Grazie ai paradigmi musicali è possibile “ascoltare” l’impresa e coglierne stonature, disarmonie, dissonanze, melodie potenziali. Ritmo, armonia, melodia, risonanza, diventano sinonimi di regole condivise, integrazione delle diversità, creatività e innovazione, energia e motivazione.

Attraverso i principi musicali (disciplina, matematica, creatività) l’intervento del consulente mira a un’analisi organica dell’insieme, a sintonizzare, integrare e valorizzare energie, strumenti e risorse esistenti. La specializzazione del consulente diventa meno rilevante: i migliori specialisti dell’impresa sono le sue risorse, i suoi “musicisti”.

Focus dell’analisi
La consulenza si rivolge principalmente al core business dell’impresa.
Attività collaterali come la gestione finanziaria o le politiche di dimensionamento (acquisizioni o fusioni) possono rientrare nell’analisi ma solo in termini di coerenza con la vision e la mission principale.

L’impresa, il progetto di business, il prodotto o servizio, vengono analizzati per la loro capacità di trasmettere ENERGIA ai pubblici di riferimento: clienti, azionisti, dipendenti, fornitori, partner ecc.

Si considera che l’
ENERGIA dell’impresa (risorse, investimenti, manodopera, competenze, talenti ecc.) si trasmetta attraverso VIBRAZIONI. L’intensità e l’efficacia delle vibrazioni dipendono dalla coerenza interna ed esterna di RITMO, ARMONIA E MELODIA dell’impresa

Il risultato prodotto dall’energia è
VALORE ECONOMICO
per l’impresa.

L’ Energia è il prodotto
L’energia è ciò che viene trasferito al cliente, l’effetto finale della vibrazione. La quantità di energia trasmessa determina l’impulso dell’acquisto. In senso assoluto può essere misurata soltanto a consuntivo sulla base dei tradizionali risultati di business. Preventivamente può essere stimata valutando il grado di risonanza che può determinare in chi riceve le vibrazioni. La potenzialità dell’energia trasmessa dall’azienda si valutano in base a:
  sintonia della vision (vibrazione primaria) rispetto allo spirito del
    tempo (zeitgeist) antropologico, economico e socio culturale del
    mercato in cui si opera
  qualità e quantità delle vibrazioni prodotte

La Vibrazione è il mezzo
La vibrazione è il mezzo attraverso il quale l’impresa comunica la sua esistenza e la sua energia al mercato. La qualità e la quantità delle vibrazioni dipendono dalla coerenza interna di ritmo, armonia e melodia.

  Il ritmo è il sistema di regole e di disciplina interna ed esterna che l’impresa osserva.
La qualità del ritmo dipende dal livello di condivisione delle regole, al loro interno, prese singolarmente, e nel loro insieme.
Ad esempio, individuata una regola si analizza in che misura essa risulta osservata (100%, 80% ecc.). Individuate le regole fondamentali dell’impresa si analizza in che misura esse vengono osservate ponderando il primo dato (osservazione interna) con l’indice di importanza riconosciuto dall’azienda alla regola stessa.
Es. una regola importante 100 osservata al 70% vale 70, una regola importante 80 osservata al 80% vale 64. Il ritmo misura la forza dell’impresa di sostenere ciò che si propone di fare. Un ritmo condiviso soccorre l’impresa nei momenti di difficoltà, quando ad esempio “la melodia” dei prodotti o “l’armonia” dei sistemi produttivi invecchiano.

  L’armonia rappresenta l’efficienza della macchina produttiva.
Come per un orchestra, si considera che il valore del sistema produttivo sia direttamente proporzionale alla varietà di strumenti, tecnologie, temperamenti, culture, talenti, che riescono a convivervi armonicamente.
L’armonia si analizza valutando nell’ambito di ciascun processo il livello di diversità delle parti coinvolte. A titolo meramente esemplificativo se nel processo decisionale vengono coinvolte competenze molto diverse le decisioni avranno un valore maggiore; se il prodotto fonde armonicamente materiali o tecnologie molto diverse tra loro, il valore del prodotto sarà potenzialmente elevato.
L’armonia indica la capacità dell’impresa di aggiungere valore ai prodotti o servizi che è chiamata a produrre o prestare.

  La qualità della melodia è indicatore di efficacia.
Esistono prodotti costruiti male e costosissimi, ma talmente innovativi e belli che si vendono ugualmente.
La melodia misura il livello di “fascinazione”, “attrazione”, che il prodotto/servizio riesce ad esercitare nei confronti dei clienti.


Valore economico
Il Valore (economico) è il risultato finale, misurabile con le tradizionali tecniche ma integrato con valutazioni sulle potenzialità dell’impresa.
Si considera che i suoni prodotti dall’orchestra aziendale abbiano tempi di ricezione ampi che variano da settore a settore.
E’ possibile che un’azienda che produce perdite nell’anno, stia già operando correttamente per capovolgere in breve il risultato.