Le favole di ZERO618

Questa sezione intende offrire alla clientela una raccolta di brevi racconti o favole di contenuto metaforico (possibilmente musicale) su cui riflettere in chiave aziendale e manageriale.
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La favola di Cetra e Aulos

L’imperatore unico del pianeta si svegliò una mattina all’alba tutto sudato. Aveva avuto un incubo. Il petrolio era finito da oltre un secolo; il sole annebbiato da una cappa di smog aveva reso inefficaci i pannelli solari; anche il vento si era progressivamente spento; le mezze stagioni erano finite duecento anni prima e ora regnava la stagione unica media: poco vento, poco sole, poca pioggia, poco caldo, poco freddo. Quelli dell’idrogeno liquido avevano sempre bisogno di qualcos’altro e lui si era stufato di finanziarli. Il pianeta, che aveva vissuto momenti di frenesia totale si stava spegnendo per mancanza di energia.

Sentì che doveva fare qualcosa. Concepì allora “il tele-editto mondiale dell’energia”, una sorta di annuncio rivolto a tutta la popolazione. La tv era stata definitivamente sostituita dal tele-orologio da polso di cui tutti possedevano almeno un esemplare: “Uomini del pianeta! dopo secoli di sfruttamento di ogni risorsa esistente siamo giunti all’esaurimento di tutte le scorte. Non abbiamo più nulla! abbiamo bruciato ogni fonte di energia. Per questo motivo viene indetto l’ultimo concorso “Premia l’idea” della storia dell’umanità. Chi riuscirà a trovare una nuova fonte di energia riceverà ogni onore e gloria e diventerà di diritto imperatore unico del pianeta. Diversamente, entro breve, sarà la fine del mondo”.

Il pianeta fu scosso da un brivido. Le piazze si riempirono di gente e tutti si misero a cercare “i più bravi della classe” nella speranza che almeno loro potessero avere l’idea giusta.

La TV si mobilitò con un “reality energy show planetario” non stop in cui si succedevano a migliaia gli inventori. Le idee venivano preselezionate da appositi funzionari, talvolta corrotti, che non sempre promuovevano in “finale” le più meritevoli.

Tra le idee promosse quella di sfruttare la caduta della polvere per via della gravità terrestre. Sui libri e sugli scaffali di ogni casa venivano poste sottilissime pellicole in fibra di carbonio. Queste a contatto con la polvere, registravano l’urto amplificandolo; la polvere diventava il propellente di minuscole vibrazioni da canalizzare in un accumulatore per ogni stanza. Purtroppo a quel tempo gli abitanti del pianeta usi alla lettura erano pochissimi e l’idea naufragò immediatamente. Più interessante apparve quella di legare ogni singolo movimento del corpo a sofisticati tessuti in micromolle, che imprigionavano tutta l’energia prodotta. Le tute venivano poi lavate in speciali vasche di decompressione nelle quali liberavano tutta l’energia accumulata. Sulla stessa scia furono proposti speciali guanti per la raccolta dell’energia sprigionata dalle unghie durante la loro crescita o cuffie per la raccolta dell’ energia dovuta alla crescita dei capelli Qualcuno pensò di intrappolare i sogni attraverso degli speciali specchi aereo-rifrangenti. Il sogno veniva catturato dalla mente e proiettato su specchi ipersensibili che ne esaltavano la potenza. Questa veniva poi convogliata in tubi sottovuoto che provvedevano a distillare l’energia sfruttabile: pochissima!
Un altro finalista pensò di sfruttare la camminata delle persone attraverso una rete sotterranea che assorbiva le vibrazioni dei passi. La gente, appiedata dalla mancanza di energia, camminava producendo vibrazioni che venivano trasmesse, attraverso la rete, a speciali accumulatori.

Come promesso l’imperatore sperimentò tutte le idee che fossero giunte in finale purché minimamente accettabili. Ad esempio rifiutò quella di sfruttare il movimento d’aria prodotto dal battere delle ciglia, seppure il suo inventore avesse pagato a un funzionario corrotto quasi un milione di dollari.
Lo show andava avanti di fallimento in fallimento finché un giorno si presentò alle selezioni Cetra, un giovane ermafrodito. Reggeva in mano un bicchiere di cristallo. Disse che aveva l’invenzione planetaria. Mise il bicchiere sopra un tavolino e con un urlo potente e ben accordato lo ridusse in frantumi. Spiegò ad Aulos, il funzionario addetto alle audizioni, che l’energia che aveva distrutto il vetro poteva far vibrare materiali flessibili, ad esempio, lunghi diapason. Questi a loro volta, avrebbero potuto far risuonare altri diapason e così via. Aulos folgorato dall’idea si fece spiegare ogni dettaglio sul fenomeno della risonanza ma non capì quasi niente. Al termine dell’audizione chiese a Cetra due milioni di dollari per entrare in finale. L’ermafrodito non aveva un soldo e così fu eliminato.
In compenso Aulos fece sua l’idea. La presentò in finale e vinse il concorso. Nacque l’ondenergia®. In tutto il pianeta furono costruite migliaia di fabbriche di vibrazioni con il suo marchio: “Aulos, sali sull’ondenergia®”. Come aveva indicato Cetra ogni fabbrica fu progettata per un tipo particolare di strumento: c’erano le fabbriche per fiati, quelle per corde, quelle per voci, quelle per archi. Ogni fabbrica faceva vibrare un diapason. Ne furono costruiti alcuni giganteschi. Il più grande, alimentato da 5000 contrabbassi arrivò a misurare 300 metri di altezza. La vibrazione prodotta sul diapason, canalizzata in appositi trasformatori, veniva accumulata in piccoli ma efficacissimi generatori di corrente; vennero chiamate le pile del suono. Come promesso l’imperatore abdicò e Aulos divenne insieme imperatore e uomo più ricco del mondo.
Il pianeta, alimentato improvvisamente dalle pile del suono, riprese ogni tipo di attività e consumo ripiombando presto nel caos più totale.

Accecato da un delirio di potenza Aulos eliminò tutte le autorità di controllo musicale, favorendo la costruzione di fabbriche di ondenergia® fuori da ogni regola. Ad esempio le fabbriche di toni bassi si rivelarono quelle più redditizie. Arrivavano a produrre dieci volte l’energia di un suono normale. Aulos ordinò a tutte di suonare il suono più basso che potevano ottenere dai loro strumenti e concentrò le ricerche “sull’ultra basso”. In breve si diffusero suoni cupi e inquietanti. Un sommesso e continuo boato avvolse le città. La cosa andò avanti per mesi, finché un giorno…

Il primo a subirne gli effetti fu lo stesso Aulos. Era riuscito a riprodurre il suono infinitamente basso. La vibrazione fu così potente che i suoi organi interni entrarono in risonanza. Rimase spappolato né più né meno del bicchiere che aveva visto frantumarsi con l’urlo di Cetra. Contemporaneamente per una particolare coincidenza dei venti, il pianeta rimase intrappolato dalle onde lunghe provenienti da tutte le fabbriche di bassi ed entrò in risonanza. Un tuono squarciò l’atmosfera. L’effetto fu quello di un gigantesco terremoto. La terra parve spaccarsi in due e tremò per tre gironi e tre notti.

L’ex imperatore, sopravvissuto per miracolo al cataclisma, con un urgente tele-editto interruppe immediatamente la produzione di ondenergia. Chiunque fosse stato sorpreso a suonare uno strumento sarebbe stato passato per le armi. Molti furono gli abusi e centinaia di migliaia le esecuzioni capitali. Il pianeta ripiombò rapidamente nel grigiore e nell’apatia più generale.

Un giorno Cetra si presentò al palazzo dell’imperatore con il bicchiere di cristallo e chiese di essere ricevuto. L’imperatore non capì ma poi, quando apprese la storia di Aulos e della truffa perpetrata ai suoi danni, lo fece entrare. Cetra disse che l’idea era stata sua e che si sentiva responsabile per quel disastro planetario. Tuttavia sottopose all’imperatore un possibile rimedio.

Era sufficiente armonizzare i suoni, cioè fare in modo che ciascuna fabbrica producesse suoni tra loro armonici. Ci sarebbe stato sì qualche basso, ma sarebbe stato equilibrato da frequenze medie ed acute. La strategia apparve convincente.
L’imperatore promise di sperimentare quanto suggerito minacciando però Cetra di morte qualora la soluzione fosse fallita.
L’ermafrodito si impegnò per sette settimane giorno e notte. Censì tutte le fabbriche di ondenergia assegnando ad ognuna un suono armonico. L’inizio della nuova attività fu annunciato con il famoso “tele-editto dell’armonia”. Una mattina all’alba si diffuse nell’aria una musica soave. Il cielo divenne azzurro come smalto purissimo, l’aria spirò leggera diffondendo un profumo di erba fresca. Nell’aria si scorse una vibrazione nuova. L’imperatore si rese conto del successo dell’iniziativa e fece chiamare Cetra.
“Volevo dirle grazie, l’umanità le è debitrice. Qualunque suo desiderio sarà esaudito”.
Cetra si guardò intorno sorpreso e chiese una vecchia Fender Stratocaster di Jimi Hendrix, grande chitarrista di due secoli prima.
L’imperatore impiego sette giorni e sette notti ma alla fine la trovò. Chiamò Cetra e gliela consegnò di persona. “Non hai altri desideri?” gli chiese. “no grazie sognavo questa chitarra da quando sono nato”.
L’umanità da quel giorno visse un’era nuova, l’era della musica.

(Ottobre 2006, Franco Marzo)
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